Elezioni regionali in Emilia Romagna, il refrain di Renzi

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Matteo Renzi è venuto a Bologna a sostenere la campagna elettorale di Stefano Bonaccini per le amministrative regionali.

Ancora la contrapposizione con il sindacato e gli scioperi “non hanno manifestato contro la Fornero ed ora manifestano contro di noi“, senza capire, o senza voler capire, che proprio perché è stata già ingoiata l’amara pillola Fornero, con la modifica dell’art. 18 accettata dal governo di larghe intese dell’allora presidente Monti, non è più accettabile tornare su quel tasto.

Quando poi Renzi è in difficoltà e non vuole mettersi a pensare, ecco pronto il refrain della polarizzazione tra vecchio e nuovo, conservatori ed innovatori, semplice ricetta per la “pancia”, ma non per la testa. Cercare di far passare tutto screditando l’avversario, in questo caso il sindacato, è una tattica che ha le gambe corte, quando appunto diventa palesemente una musica a getto continuo.

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Tutto è iniziato con il Jobs Act, si parla di lavoro e quando si parla di lavoro, il sindacato entra in gioco, è il suo mestiere, con le sue proposte e le sue proteste. Per il governo, ascoltare il sindacato dovrebbe significare ascoltare i lavoratori, o almeno una parte rappresentativa di essi, ascoltare un diverso punto di vista, giungere ad una sintesi e migliorare, se del caso, la proposta di legge. Invece, abbiamo assistito ad un incontro ridicolo, fatto tanto per dire di avere incontrato i sindacati, ma con l’intenzione, già in partenza, di non modificare un virgola.

Dove pensano di andare Renzi ed i suoi fedelissimi con un atteggiamento del genere? Dove pensano di andare i fedelissimi di Renzi che in televisione, in maniera che io trovo molto ridicola, parlano con le stesse parole, gli stessi slogan, le stesse battute del loro capo? Rappresentano le loro idee, la loro coscienza, le loro responsabilità di politici oppure rappresentano il capo?

Io non ho mai creduto nel leaderismo, mi viene sempre in mente il pastore con tutte le sue pecore, credo invece nella discussione aperta, libera e indipendente, nella sintesi finale, nella sinergia delle idee, non dell’idea unica, a priori nuova, giusta, innovatrice.

Cinzia Malaguti

 

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