Psicologia: Ossessioni

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leoni zoo

 

 

 

 

 

 

Scrivere a proposito di disturbo ossessivo-compulsivo non è facile per una persona che si è fatto un’idea dell’argomento, anche leggendo testi scientifici, curiosa di tutto, ma che non ha esperienza clinica e, soprattutto, non è un medico. Tuttavia, credo di poter sintetizzare alcuni caratteristiche e trattamenti risultati dei più accreditati studi e ricerche sull’argomento.

Ossessioni e compulsioni sono fenomeni naturali che s’incontrano quasi di regola nelle vita psicologica delle persone ed il cui decadimento normalmente è spontaneo, cioè di solito non danno luogo a problemi che si protraggono nel tempo e che aumentano d’intensità.

<<Le ossessioni possono dar luogo a complicazioni in presenza di non chiari fattori biologici strutturali e, spesso, di un sistema cognitivo popolato di specifiche ed estreme credenze disfunzionali.>> afferma il prof. di psicologia clinica Ezio Sanavio. In questi casi, si verifica una situazione di disadattamento e grande disagio, allora diviene un disturbo che abbisogna di intervento specialistico.

I disturbi ossessivo-compulsivi si manifestano principalmente con:

  • bisogno ossessivo di controllare e ricontrollare molte volte,
  • ossessioni di pulizia e contaminazioni,
  • dubbi e pensieri ossessivi,
  • ossessioni per l’ordine e la simmetria.

Il modello dei fattori eziologici riconosciuti nei sintomi ossessivi elaborato da S. Taylor e K. L. Lang, Biopsychosocial Etiology of Obsessions and Compulsions: An Integrated Behavioral-genetic and Cognitive-behavioral Analysis, in “Journal of Abnormal Psychology”, 120, pp. 174-186, riporta le seguenti percentuali di incidenza:

Ambiente: 46%, Genetica: 36%, Credenze: 18%

Ambiente e credenze sono strettamente collegati e rappresentano il 64%; sono due aree su cui sono possibili interventi di cura e recupero funzionale, ma andiamo per gradi, vediamo prima le cause, almeno le principali, almeno quelle che hanno avuto una rilevanza scientifica.

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Per quanto riguarda la genetica o fattori biologici strutturali, sono stati presi in considerazione problemi di predisposizione genetica legati a deficit di memoria, a bassi livelli di fiducia nella stessa e, soprattutto, ad un deficit centrale di controllo inibitorio; il controllo inibitorio entra in gioco in quei compiti dove dobbiamo trattenerci dal dare risposte che ci verrebbero spontanee e richiede la capacità di focalizzare selettivamente l’attenzione su un dato stimolo ed ignorare nel contempo altri stimoli.

Per quanto riguarda i fattori cognitivi, legati all’ambiente e alle credenze, sono stati rilevati alcuni elementi di forte distorsione nell’organizzazione del pensiero:

  • sovradimensionamento del pericolo,
  • percezione esagerata di responsabilità e colpa,
  • sopravvalutazione dell’importanza del pensiero e del suo controllo.

Al riguardo di quest’ultimo elemento, riporto una meravigliosa metafora del Dottor Enzo Sanavio: <<La mente per loro non è una vasta libera prateria dove si possono incontrare moltissimi animali conosciuti e sconosciuti, miti e feroci, dove pascolano zebre e giraffe, elefanti, tigri e leoni. No, la mente per loro è uno zoo con tanti animali feroci in gabbia, dove bisogno fare frequenti turni di guardia e controllare che le gabbie siano ben chiuse: guai se i leoni scappassero.>>

La presenza di questi elementi distorsivi determina la coazione a ripetere, cuore del problema ossessivo.

Il trattamento, di efficacia scientificamente provata, è quello che vede la procedura psicologica, con la tecnica dell’”esposizione con prevenzione della risposta”, il cui padre è il grande psicologo inglese Victor Meyer, assistita dalla terapia farmacologica.

Se siete interessati alla materia, v’invito alla lettura del testo di Enzo Sanavio, ricco di esempi pratici, pubblicato da Il Mulino-Farsi un’idea.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia:

E. Sanavio, Ossessioni, Bologna, Il Mulino, 2014

D. Dèttore, Il disturbo ossessivo-compulsivo. Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento, Milano, McGraw-Hill, 2002

J.S. Abramowitz, Disturbo ossessivo-compulsivo, Firenze, Giunti Organizzazioni Speciali, 2010

 

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