Psicologia: L’invidia femminile

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invidia strega biancaneve

 

 

 

 

 

 

Le ricerche sull’invidia negli adulti non danno informazioni decisive e concordanti sulle eventuali differenze di frequenza o di intensità del sentimento dell’invidia nei due sessi. Tuttavia, rilevano diverse modalità espressive in cui si manifesta l’invidia nell’uomo e nella donna, frutto principalmente di abitudini culturali ed educative.

L’invidia è un sentimento malevolo che nasce da differenze considerate significative verso l’altro somigliante e percepite incolmabili, tali da produrre senso d’inferiorità ed il bisogno di ridurre, in un modo o nell’altro, la differenza.

<<Mentre gli uomini risultano essere più aperti ed espliciti nel fare i loro confronti e nel manifestare ostilità verso il rivale, le donne sono maestre nell’uso e nell’interpretazione di segnali taciti ed indiretti. Hanno infatti avuto un addestramento secolare in questo campo, essendo state inibite o dissuase dall’esprimere apertamente la loro ostilità, hanno imparato ad adoperare e decifrare con grande perizia il comportamento non verbale>> sottolinea la ricercatrice Maria Miceli.

Un comportamento non verbale tipico dell’invidia è quello di distogliere lo sguardo dalla persona invidiata, a segnalare che la sua presenza non conta o è sgradita.

Un comportamento verbale tipico dell’invidia, invece, è il pettegolezzo (che, per inciso, non è sconosciuto nemmeno agli uomini) che permette di creare alleanze implicite che tendono ad escludere dal gruppo la persona invidiata.

Quando poi la comunicazione è rivolta direttamente alla persona invidiata, l’invidia femminile si manifesta spesso con osservazioni apparentemente innocenti, insinuazioni appena percettibili o complimenti zuccherosi con implicazioni velenose, del tipo: <<Oggi sei un incanto! Questo vestito ti fa sembrare snella!>>, il veleno è in quel “ti fa sembrare snella” che sottintende che di solito è grassa, oppure <<Quanto stai bene pettinata così, non si vede la ricrescita!>> dove il veleno è in quel “non si vede la ricrescita” ad indicare che, di solito, si vede.

La tendenza a confrontarsi con persone simili favorisce indubbiamente il confronto e l’invidia tra persone dello stesso sesso.

L’invidia NON è donna, semplicemente ha modalità espressive diverse nell’uomo e nella donna.

Cinzia Malaguti

Bibliografia:

M. Miceli, L’invidia, Bologna, Il Mulino, 2012

 

 

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