Psicologia: Altruismo egoista

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Altruismo

 

 

 

 

 

 

Come è facilmente comprensibile, l’altruismo non sempre è disinteressato, anzi il più delle volte lo si può definire altruismo egoista.

Tra gli studiosi che hanno approfondito le motivazioni egoistiche dell’aiuto, c’è Robert Cialdini che ha individuato due spiegazioni egoistiche dell’altruismo e che io trovo interessanti, oltre che realistiche.

La ricerca di ricompense è la prima motivazione egoistica al comportamento d’aiuto, ma non è tanto la sua presenza a rilevare un comportamento in realtà egoistico, quanto il livello di interesse personale coinvolto. Se, per esempio, offro il mio aiuto ad una persona avendo come obiettivo quello di farla sentire in debito con me e magari pregustando cosa potrà fare per me in futuro, sto premeditando un aiuto con finalità egoistiche; in questo caso l’aiuto dato sarà minimale, quel tanto che basta per far scattare il principio di reciprocità. Se una persona, ancora ad esempio, aiuta solo ed esclusivamente perché non vuole incorrere in punizioni, siano esse interiori, come il senso di colpa, o esteriori, come la disapprovazione degli altri, allora l’aiuto può essere connotato come egoistico, perché mette sé stesso davanti a tutto il resto.

La seconda spiegazione egoistica dell’altruismo è quella secondo la quale le persone aiutano gli altri perché aiutare mette di buonumore. Questa spiegazione segue il processo di socializzazione e di condivisione delle norme sociali, secondo le quali la sofferenza di un altro simile non può passare inosservata, crea uno stato di disagio che deve essere sanato, pena dover fare i conti con il senso di colpa; allora, ci s’impegna nell’alleviare la sofferenza dell’altro al solo scopo di alleviare la propria: l’obiettivo di tale comportamento sarebbe dunque puramente egoistico.

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Sarebbe allora l’empatia, quel sentimento di sincera preoccupazione per il benessere dell’altro, come se la sofferenza dell’altro fosse la propria, a generare – invece – le forme di altruismo altruistico.

Non dobbiamo tuttavia dimenticare che l’altruismo e l’egoismo sono un continuum dove l’uno influenza l’altro e dove gli estremi, ossia il puro eroico altruismo ed il super-egoismo, sono veramente molto molto rari. Non dobbiamo altresì dimenticare che ogni essere vivente ha, come tale, l’obiettivo primario del raggiungimento del proprio benessere, sono le norme sociali condivise e di convivenza a regolarne l’espressione, introducendo principi come quello della responsabilità e della reciprocità. Insomma, un po’ di sano egoismo fa bene, così come un po’ di sano altruismo.

Cinzia Malaguti

Bibliografia:

A. Voci, Essere altruisti, Bologna, Il Mulino, 2014

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