Pedofilia clericale, le conclusioni della Commissione Onu

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Il 16 gennaio 2014 la Santa Sede si è dovuta presentare davanti alla Commissione Onu sui diritti dell’infanzia per rispondere del comportamento tenuto nei confronti della pedofilia clericale.

Un pool di esperti indipendenti in diritti umani, nominato dalle Nazioni Unite, ha chiesto ai rappresentanti dell’istituzione presieduta da Papa Bergoglio, ovvero Papa Francesco, perché per oltre vent’anni, a partire dal 1990, la Chiesa ha taciuto sulla pedofilia e agevolato la copertura di migliaia di sacerdoti pedofili in tutto il mondo.

Il comportamento della Chiesa nei confronti di preti pedofili è stato infatti caratterizzato dall’imperativo di insabbiare il più possibile per evitare scandali, quindi perdita di fedeli, quindi perdita di offerte. Non c’è però solo questo, perché è ben più preoccupante il giudizio di valore che la Chiesa assegna alla pedofilia: l’abuso su un minore è considerato un delitto contro il costume e la morale cattolica, non un reato.

La conseguenza di tale atteggiamento è che c’è un inquietante numero di casi in cui i sacerdoti pedofili sono stati trasferiti da un luogo all’altro invece di essere consegnati alle forze dell’ordine e alla Commissione sono stati riportati casi di suore e di sacerdoti proscritti, degradati o cacciati per non aver rispettato l’obbligo del silenzio, oltre a casi di sacerdoti che hanno ricevuto le congratulazioni per aver rifiutato di denunciare gli stupratori di bambini.

Le spiegazioni date alla Commissione dai rappresentanti della Santa Sede sono state evasive e volte a scaricare la responsabilità sulle Chiese locali, come se queste non avessero agito in conseguenza delle sue norme e delle sue indicazioni. Inoltre, si sono rifiutati di dare all’Onu alcune informazioni chiave, tra cui i nomi dei sacerdoti pedofili.

Le conclusioni del rapporto Onu rese note il 5 febbraio 2014 sono inequivocabili: <<Le politiche del Vaticano hanno permesso abusi su decine di migliaia di bambini e ragazzi>> accusa l’organismo delle Nazioni Unite.

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Tutto questo è avvenuto qualche mese fa, quando la Santa Sede era già guidata da Papa Francesco, ma è vero, per cambiare un ambiente come quello fatto di intrighi e lotte di potere, di grandi interessi politici ed economici, occorre molto tempo. Papa Francesco ha veramente la volontà e la tenacia per sovvertire l’ordine costituito? Per ora c’è la volontà espressa dalla delegazione di cambiare atteggiamenti e pratiche; seguiranno misure tempestive e ferme per la concreta attuazione di questi impegni? Lo vedremo strada facendo, ma mi auguro di sì.

La storia però dimostra che la Chiesa non farà nulla per cambiare se non viene costretta, allora credo che sia importante mantenere alta la pressione e l’attenzione, affinché essa non si fermi agli annunci, ma prenda seri provvedimenti per estirpare il bubbone della pedofilia clericale e per non tradire la fiducia dei suoi fedeli.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia: F. Tulli, Chiesa e pedofilia, il caso italiano, Roma, L’Asino d’oro edizioni, 2014

 

Leggi anche:

Pedofilia, Onu: “Vaticano ha permesso gli abusi dei preti”. La Chiesa: “Interferenza”, da Il Fatto Quotidiano  

 

 

 

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