Letteratura – B. Williams: Le parole del nostro destino

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Le parole del nostro destino di Beatriz Williams è un’iperbole dell’amore e del destino: l’amore destinato.

Lei è Kate, giovane analista finanziaria, poi disoccupata, lui è Julian, ricco broker scapolo e bello, amore a prima vista. Le premesse sono da favolina … così come il seguito.

La storia è inverosimile e molto, troppo fantasiosa: un capitano della prima guerra mondiale che, anziché essere morto in guerra a causa di una granata, si ritrova vivo e vegeto nella New York del XXI secolo, nel 2008, dove fa il broker e corteggia, adora, venera, la nostra eroina moderna, Kate, la quale, in nome del suo amore per Julian, viaggerà anch’essa nel tempo.

ritorno al futuro film

Immagine dal film “Ritorno al futuro”

Leggendo questo romanzo mi è tornato in mente il film, anzi la serie di successo, Ritorno al futuro che, ricordo, mi piacque per l’estro e la fantasia di fondo. Le parole del nostro destino mi appare così un remake di un qualcosa di già visto, anche se condito in salsa amorosa, poco originale e assurdo nella sua trama.

Il romanzo spazia temporalmente ed in modo alternato, dal 2008 al 1913, quando è Kate a viaggiare nel tempo per dissuadere il nostro bel tenente dall’intraprendere la battaglia che segnerà il futuro di entrambi.

Una storia di un’assurdità incredibile, che merita una citazione solo per l’auto sportiva e di lusso Maserati, orgoglio italiano e tanto ammirata dai nostri “eroi” e per i tanto piaciuti bagel, panetti a forma di grosso anello, che si trovano nei luoghi dove è presente una comunità ebraica aschenazita, come negli Stati Uniti.

Bagels

Bagels

La lettura de Le parole del nostro destino scorre bene all’inizio, perché l’autrice riesce a mantenere un velo di suspense che risulta intrigante, ma poi risulta troppo descrittivo e troppo mellifluo, sdolcinato, caramelloso.

Cinzia Malaguti

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