Le figurine: dalla Liebig a Panini al museo di Modena

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Le figurine nascono nella seconda metà dell’Ottocento, grazie al felice incontro tra la stampa cromolitografica e le esigenze pubblicitarie create dalla rivoluzione industriale.

Fu la Francia a dare i natali alle prime figurine che consistevano in piccole stampe a colori recanti un messaggio pubblicitario; esse erano prodotte in serie di sei o dodici con identico soggetto ma scene diverse e venivano date in omaggio da negozi e grandi magazzini, per invogliare i loro clienti a ritornare.

L’idea ebbe successo tra il pubblico, ma la sua diffusione fu possibile grazie ad un nuovo metodo di stampa destinato a rivoluzionare il mondo delle arti grafiche: la cromolitografia. La cromolitografia permise infatti la produzione di una grande quantità di immagini a basso costo, ampliò la gamma cromatica e permise una precisione di dettagli fino ad allora impensabile.

Ci fu un’azienda che, più delle altre, legò il suo nome a quello delle figurine: la Liebig. La Liebig fu una famosa azienda che produceva estratti di carne/dadi per brodo e la sua pubblicità con le figurine contribuì molto alla sua notorietà.

Il declino della rivoluzione industriale e la Seconda Guerra Mondiale che spaccò il Novecento in due tronconi, aprì la strada ad una reinterpretazione della figurina.

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In Italia, la figurina moderna porta il nome del modenese Giuseppe Panini, fondatore nel 1961 dell’omonima azienda che produceva le figurine con i famosi album su cui incollarle. La serie di figurine dei calciatori fu la più seguita, diventando un passatempo per bambini ed adulti, con scambi di figurine doppie e caccia alle figurine mancanti.

Giuseppe Panini era anche un collezionista appassionato di figurine, che raccolse nel corso degli anni, e che andarono a costituire una straordinaria raccolta diventata poi museo all’interno dell’azienda nel 1986. Nel 1992 Giuseppe Panini e l’azienda stessa decisero di donare la collezione al Comune di Modena, città ritenuta sua sede naturale in quanto capitale mondiale della figurina moderna.

Il Comune di Modena ha allestito il Museo della Figurina nel Palazzo Santa Margherita in Corso Canalgrande 103, aperto al pubblico dal 2006; il Museo della Figurina raccoglie una ricca collezione di figurine, ma anche piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, calendarietti, bolli chiudilettera, il tutto completato con ricche didascalie.

Ho visitato, con soddisfazione e divertimento, il Museo della Figurina in occasione della mostra tematica L’amore è una cosa meravigliosa, che racconta in oltre 300 immagini d’epoca, non solo figurine, le gioie e i dolori dell’amore; l’ingresso è gratuito ed ho ricevuto pure gratuitamente un interessante calendario, da conservare.

Cinzia Malaguti

 

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