La inaffidabilità delle votazioni online

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Le votazioni online sono una farsa, perché il mezzo non è ancora strutturato e certificabile da organismi di controllo e vigilanza esterni ed indipendenti. Esistono software in grado di moltiplicare le utenze e generare finte mail, compilare dati anagrafici o trovare un numero di carta d’identità è più facile di quanto si pensi. Il mio consiglio è pertanto di non dare troppo credito a sbandieratori di consultazioni politiche online, spesso troppo strumentali.

L’ultima, in ordine di tempo, è quella promossa dal comitato Plebiscito.eu sull’indipendenza del Veneto, nata sull’onda di quella in Crimea, ma io credo più per farsi un po’ di pubblicità che per qualcosa di serio. Comunque, qui si sta parlando dell’attuale inaffidabilità del mezzo per votazioni politiche; in questo caso si è scoperto, dall’analisi dei flussi e come riportato dal Corriere del Veneto, che un elettore su 10 si sarebbe collegato dal Cile, sì avete letto bene, proprio dal Cile. Numerosi sarebbero anche gli accessi da Germania, Spagna e Serbia. Secondo i dati dei quattro contatori (Traffic estimate, Calcustat, Semrush e Alexa) che monitorano il traffico in entrata ed in uscita in un sito, inoltre, la media degli accessi quotidiani a Plebiscito.eu è stata di 22,5 mila, moltiplicando il dato per i sei giorni di voto online si arriva a 135 mila, ben lontana dagli oltre due milioni di voti sbandierati, che corrisponderebbero al 63% degli aventi diritto in Regione.

Ora pensate alle votazioni sul blog di Beppe Grillo!

Cinzia Malaguti

 

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