Il velo islamico: il vero significato

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Il velo islamico, quello che portano le donne nel mondo musulmano, non ha contenuti negativi come credono in molti nel mondo occidentale.

Nella tradizione arabo-musulmana, quello che noi chiamiamo “velo islamico” si chiama hijab; hijab letteralmente significa “protezione”, ma non è la protezione imposta dall’uomo alla sua donna, intesa come proprietà, bensì un segno di rivendicazione “femminista”, di contestazione all’oggettivizzazione della donna.

L’antropologa iraniana Fariba Adelkhah scrive: <<L’essere umano, per le donne islamiste, è bidimensionale (n.d. come per i cristiani): c’è, da un lato, il corpo biologico e, dall’altro, lo spirito, il pensiero, la riflessione. La reificazione della donna nasconde la metà della sua natura, per conservarne solo il corpo, percepito come un mezzo di soddisfazione sessuale. Lo hijab è fondamentalmente l’espressione di una rivolta contro questa attitudine riduttrice: “con il mio hijab segnalo agli uomini che bisogna rivolgersi a me solo per la mia anima” dichiara una giovane iraniana.>>

Il velo è quindi, per molte donne islamiste, espressione di un atteggiamento autoprotettivo; la ribellione che queste donne propongono non è dal velo, come vorrebbero gli occidentali, ma dagli sguardi che misurano gambe e seno, noncuranti di quello che ci sta dietro.

Questo è il valore antropologico del velo islamico per le donne islamiste, oltre a quello di capo di vestiario ad impieghi diversi, non ultimo quello estetico- seduttivo.

Cinzia Malaguti

 

Bibliografia: U. Fabietti, Elementi di Antropologia Culturale, Mondadori Università, Milano, 2010

 

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