Libertà ed uguaglianza, tra filosofia, economia e politica

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Perché i sistemi socialisti che negavano la libertà in campo politico ed economico erano invece permissivi in campo morale e sessuale e, viceversa, le società occidentali, che erano liberiste in campo politico ed economico, erano invece restrittive in campo morale e sessuale?

Se si giudica la libertà un valore, la si dovrebbe estendere a tutti i campi e se la si nega, la si dovrebbe negare in tutti i campi. Come mai la realtà non rispecchia questa logica?

Una possibile spiegazione ci viene da Alexis De Tocqueville che disse: <<Io dubito che l’uomo possa sopportare a lungo una completa indipendenza religiosa e una intera libertà e sono portato a pensare che se egli non ha fede bisogna che serva e se è libero creda”.

De Tocqueville ci disse quindi che l’uomo non può sopportare una completa libertà, ha bisogno di qualche vincolo, di qualche dogma che gli dia sicurezza; allo stesso modo non può fare senza entrambe le libertà, ecco perché i sistemi comunisti hanno dovuto concedere le libertà morali e sessuali per poter controllare l’economia e la politica e quelli liberisti, fautori della libertà politica ed economica, no.

Questo ci porta ad affermare che una completa libertà non è possibile e che libertà ed uguaglianza non sono compatibili tra di loro: una completa libertà porterà sempre al prevalere del più forte.

Qualcuno potrebbe obiettare che l’uomo non è un animale dominato dagli istinti, che è un essere razionale capace di discernere il bene dal male e di cooperare per il bene comune. E’ veramente così? Chi definisce qual è il bene comune se non la fede, i principi o l’etica? e allora torniamo al punto di partenza. E davvero la somma degli interessi individuali dà l’interesse collettivo, il benessere comune, come sosteneva Adam Smith?

La teoria dei giochi del Premio Nobel per l’economia (1994) John Nash dice che non sempre la somma dei massimi individuali dà il massimo collettivo e ce lo spiega Albert Tucker con il Dilemma del prigioniero:

  • due criminali vengono accusati di aver commesso un reato,
  • vengono arrestati e rinchiusi in celle diverse senza possibilità di comunicare tra di loro,
  • ad ognuno di loro vengono date due scelte: confessare o non confessare con le seguenti conseguenze:
  1. se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni di carcere,
  2. se uno solo confessa, chi ha confessato evita la pena mentre l’altro viene condannato a 7 anni,
  3. se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati ad un anno.

Valutando solo il proprio interesse personale e non potendo mettersi d’accordo, ciascuno di loro opterà per la sua minore pena che richiede la confessione, ma così facendo entrambi confesseranno cosicché alla fine entrambi prenderanno 6 anni di carcere: la somma dei massimi individuali non ha dato il massimo benessere collettivo che sarebbe stato se nessuno dei due avesse confessato.

Libertà ed uguaglianza non sono compatibili tra di loro, ma sono interconnessi ed è nella ricerca del loro equilibrio che si può trovare la chiave d’ingresso ad una società migliore, dove il ruolo della politica è determinante per la riduzione delle diseguaglianze prodotte dal neo-liberismo.

Cinzia Malaguti

p.s.: nella foto Russell Crowe nei panni di John Nash nel film A beautiful mind

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