Fecondazione Assistita: gli ultimi divieti all’esame della Consulta

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La legge 40 sulla fecondazione assistita, con i suoi crudeli ed antiscientifici divieti, entrò in vigore il 10 marzo 2004; lotte nei tribunali come quelle dell’Associazione Amica Cicogna e la sentenza della Corte di Strasburgo che, nel 2012, ha giudicato lesiva della Carta dei diritti dell’uomo, hanno ottenuto un progressivo, e non ancora ultimato, smantellamento.

Nel 2009 fu cancellato l’obbligo di impianto di tre embrioni e cadde il divieto di diagnosi preimpianto per le coppie infertili, ma sono rimasti il divieto di fecondazione eterologa, ossia con gameti donati alla coppia, il divieto di destinare embrioni alla ricerca ed il divieto di accesso alle tecniche per le coppie fertili portatrici di malattie genetiche.

10 anni di lotte di civiltà per abrogare i divieti più assurdi di una legge per la fecondazione assistita che, di fatto, ancora impedisce la fecondazione assistita, facendo divieto di fecondazione eterologa, ossia impedendo alle coppie sterili di attingere a gameti esterni alla coppia. La legge 40 ha così avviato un processo di emigrazione all’estero alla ricerca di trattamenti che prima del 2004 venivano eseguiti in Italia.

I giudici della Corte Costituzionale, il prossimo 8 aprile 2014, sono chiamati a pronunciarsi sugli ultimi divieti della legge40: divieto di eterologa, divieto di revoca del consenso, divieto di donazione di embrioni non idonei per una gravidanza alla ricerca; inoltre dovrà essere fissata ulteriore udienza sul divieto di accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

L’Associazione Amica Cicogna, comunità di sostegno ai problemi di infertilità della coppia, riunisce coppie infertili e si scioglierà solo quando i divieti imposti dalla legge 40 saranno finalmente caduti.

Cinzia Malaguti

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