Commissioni bancarie cosa sono

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La Commissione sul massimo scoperto (Cms) è stata abolita all’inizio del 2009, dopo un vero braccio di ferro tra banche e consumatori, ma nel 2011 il governo Monti l’ha moltiplicata, introducendo due nuove ed esclusive commissioni, con il grazie delle lobbying bancarie. Cari correntisti italiani non disperate, c’è una via d’uscita.

La Commissione sul massimo scoperto (Cms)

Fino al 2009, i giudici rilevarono l’illegittimità della Cms perché andava ad aggiungersi in maniera subdola ed illecita agli interessi passivi che il cliente pagava già sulle somme usate al di fuori delle sue reali disponibilità e perchè l’importo della commissione era calcolato su un periodo, il trimestre, stabilito dagli stessi istituti di credito in maniera del tutto arbitraria. All’inizio del 2009 la Cms è stata abolita.

La Dif e la Civ

All’inizio del 2009 la Cms è stata abolita, ma il governo di Monti e dell’ex banchiere Passera con il lavoro di lobbying in Parlamento, ha inserito nel Testo unico bancario l’art.117 bis che introduce due nuove commissioni: la Dif (Commissione disponibilità fondi) applicata sull’importo della linea di credito accordata e la Civ (Commissione d’istruttoria veloce) che viene applicata su tutti i conti correnti che, alla fine del trimestre, presentano uno sconfinamento (rispetto al fido concesso o alla disponibilità di conto corrente) superiore ai 500 euro per un periodo superiore ai sette giorni. La Commissione massimo scoperto (Cms) ha così solo cambiato nome, diventando Commissione d’istruttoria veloce (Civ), alla faccia del correntista! Inoltre, le banche tendono ad affidare facilmente anche importi superiori all’effettivo bisogno del correntista, per incassare una Dif più alta.

Cosa può fare il correntista

La Banca d’Italia con la nota numero 431151 del 4 dicembre 2009 ha ribadito che il contratto di apertura del credito non può prevedere l’applicazione cumulativa della commissione disposizione fondi (Dif) e della commissione d’istruttoria veloce (Civ) perché, ai sensi di legge, la prima delle due deve essere omnicomprensiva.

Pertanto, ecco quello che può fare il correntista:

  • innanzi tutto, non deve farsi intimidire o ricattare psicologicamente dalla banca qualora si rilevino delle magagne e prendersi sempre il tempo necessario prima di firmare qualsiasi documento contrattuale;
  • controllare le comunicazioni inviate periodicamente dalla banca, al fine di verificare che una sola commissione sia applicata;
  • negoziare la misura della commissione: le banche applicano lo 0,5% per default, ma sappiate che possono scendere fino allo 0,2%;
  • chiedere alla banca un fido coerente con le proprie esigenze e non superiore di quello che si prevede si debba utilizzare, per non pagare un Dif maggiore.

Per approfondimenti consiglio la lettura del libro scritto dell’ex manager bancario Vincenzo Imperatore, Io so e ho le prove, pubblicato da Chiarelettere, 2014.

Cinzia Malaguti

 

 

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