Cinema: Argo

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Argo è il film vincitore del premio Oscar 2013, diretto, interpretato e co-prodotto da Ben Affleck.

Il film racconta fatti realmente accaduti a Teheran subito dopo la rivoluzione iraniana del 1979 ed è tratto dall’omonimo libro dell’ex funzionario della CIA Tony Mendez, noto per essere stato protagonista dei fatti narrati.

I fatti realmente accaduti sono quelli che riguardano l’operazione segreta congiunta tra Stati Uniti e Canada, chiamata Canadian Caper, diretta a portare in salvo sei cittadini americani che si erano rifugiati nell’ambasciata canadese della capitale iraniana, durante l’occupazione dell’ambasciata americana; il governo canadese fornì i necessari passaporti per uscire dal paese.

Argo è il nome del fittizio film che è servito da copertura per far rimpatriare i 6 americani, guidati dal funzionario CIA, sotto copertura, Tony Mendez, interpretato nel film da Ben Affleck.

Argo ha ottenuto tre premi Oscar 2013 (migliore film, migliore sceneggiatura non originale e migliore fotografia), è indubbiamente un film fatto bene, ma è tra quelli che noi italiani chiamiamo “americanate”, cioè esaltazioni dell’efficienza, della forza e del carattere americani, un po’ sopra le righe.

Le riprese sono state effettuate ad Istanbul (Turchia) e negli Stati Uniti, a Los Angeles, Washington e all’Aeroporto di Ontario. Tra i produttori del film c’è anche George Clooney.

I fatti narrati nel film rientrano nel capitolo dei rapporti tra Stati Uniti ed Iran chiamato “crisi degli ostaggi”, che vide il sequestro nell’ambasciata americana di ben 52 diplomatici americani, da parte del movimento rivoluzionario che rivoleva lo scià, protetto dagli americani, per giustiziarlo. Gli ostaggi rimasero sotto la minaccia delle armi iraniane per oltre un anno (dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981) e vennero liberati grazie alla mediazione dell’Algeria. L’intesa raggiunta prevedeva, in cambio della liberazione degli ostaggi, lo scongelamento dei fondi iraniani depositati presso banche americane e bloccati all’indomani dello scoppio della crisi e la riaffermazione del principio di non ingerenza.

Cinzia Malaguti

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