Cinema: 12 anni schiavo, Oscar 2014

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Ho visto 12 anni schiavoil film che ha conquistato il premio Oscar 2014, mi è piaciuto soprattutto per la sceneggiatura, indubbiamente al top, non a caso anch’essa vincitrice dell’Oscar 2014.

Non è il primo film che tratta il tema dello schiavismo, ma questo non cerca alibi nel condannarlo, insieme alla sua becera cultura, anzi alla sua non cultura, alla sua ignoranza; ne esce una rappresentazione dello schiavismo quale aberrazione ed i bianchi schiavisti sono raccontati per lo più come esseri orrendi, psicotici e violenti.

12 anni schiavo ha la regia di Steve McQueen ed è tratto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup, pubblicata nel 1853. Siamo nel 1841 e Solomon, talentuoso violinista, vive libero nella contea di Saratoga con la moglie ed i figli; ingannato da due falsi agenti di spettacolo, viene rapito e privato dei documenti, portato in Louisiana e ridotto in schiavitù per 12 anni. Solomon, tra un padrone e l’altro, cercherà di sopravvivere, ma grazie al fortunato incontro con un abolizionista canadese, che rintraccerà la sua famiglia, Solomon ritornerà libero.

Solomon è interpretato da Chiwetel Ejiofor, candidato all’Oscar 2014 quale migliore attore protagonista, mentre nei panni dell’abolizionista canadese troviamo Brad Pitt, solo nelle scene finali. Ottima l’interpretazione di Michael Fassbender, nei panni dello schiavista psicotico, candidato agli Oscar 2014 quale migliore attore non protagonista. Queste candidature non si sono concretizzate, mentre invece ha avuto successo quella di Lupita Nyong’o, nei panni della giovane schiava Patsey, quale migliore attrice non protagonista.

Cinzia Malaguti

 

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